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UN GIRO NEL PARCO NAZIONALE LAZIO ABRUZZO MOLISE

AntefattoOddio una domenica libera!! “Giorgiooooo che facciamo???” no che fai, che facciamo, perché lo so che i suoi giri son sempre magistrali e c’è pure Elena vogliosa di montagne. Lui ci manda subito 3 tracce, una peggio dell’altra, ma tutte con la via di fuga, e una mail in stampatello, abbastanza minacciosa: “portate chi volete ma senza lagne e mi raccomando bere, mangiare e soste moderate!”. Bon, capita l’antifona siamo io, Elena e Giorgio, stavolta assonnato.

L’epica impresa: La traccia scelta parte da Vallone del Rio, sotto Forca d’Acero. C’è un vento tremendo, mentre ci bardiamo come in Siberia, Giorgio mi chiede “ti va di farla?” sottintendendo che mi devo proprio sbrigare oggi, “ceertooooooooooo!!!!!” rispondo, come dire “se gliela fò..tanto c’è la via di fuga, famose a capì”. Partiamo quindi di spron battuto e in men che non si dica ci troviamo sopra la prima cima “Punta Mazza” 1788 m. Intendiamoci, in men che non si dica Giorgio ed Elena, che manco fanno le curve del sentiero, io invece le faccio tutte e ho la lingua che struscia per terra. Ma la visione di un cervo che corre mi leva ogni stanchezza. Che mi torna immediatamente appena Giorgio mostra la meta successiva: Monte Serrone. Sarà che Giorgio ha visto la mia andatura lenta, arriviamo a Monte Serrone col sentiero sottostante e non per cresta cresta. “Manco un 2000!” obiettiamo io e Elena, solo 1974 m!! peggio di quellidelcai siamo diventate. “Ah si? Mò ve cucino io!” pensa Giorgio, che detto fatto ci fa scapicollare per una cresta alpinistica che solo la maestria spelea ci fa superare indenni, e poi tutto un percorso su e giù cresta cresta fino al Rifugio Iorio. Ovviamente tralasciando la via di fuga. Arrivo al Rifugio mortamazzata il tempo di mettermi a 4 di bastoni e lagnarmi “ma c’era la via di fugaaaaaaaa” “embè? Tanto di qua altri 10 km e siamo arrivati!” “perché, quanti ne abbiamo fatti?”10!!” “come un giro del lago? Impossibile!!!” secondo me il gps di Giorgio fa le tracce in linea d’aria. Guardando le cime che abbiamo fatto, lontanissime, e quelle che dovremmo fare, altrettanto lontane, mi prende un senso di sgomento, subito raccolto da Elena “ma davvero Giorgio dobbiamo arrivare laggiù?” Non c’è altra strada!” risponde incavolato che abbiamo fatto la fronda speleo-lagnosa. Però stavolta ci fa fare parecchie soste, rimarcando, in ogni caso, che siamo stati fermi ben 2 ore. Saranno stati fermi loro ad aspettarmi che io, per non pesare sulla truppa, ho sempre camminato, a 0 all’ora ma camminato. Lemme lemme arriviamo a Picco la Rocca e poi a La Rocca, 1902 m, tralasciando però Coppo del Principe, perché Giorgio, mossosi a compassione, si è limitato a fotografarlo. Da qua saliamo il Monte Della Strega (1909 m), mio e di Elena e poi ancora Monte Pietroso (1876 m). Il percorso si snoda su un calcare a rudiste e campi solcati che denotano, quasi sicuramente, la presenza di evidenze carsiche ipogee. Tutto sto giro di parole per dire che qua ci sono grotte e nessuno le cerca. Troppo distanti!!! Questo per chi avesse qualche velleità. Noi no, solo di portare a casa la pellaccia. Dal Pietroso scendiamo in una valle dove vorrei buttarmi a capofitto senza sentiero per il bosco e arrivare alla macchina prima possibile. Ma Giorgio mi stoppa “lo conosci il sentiero?” “no!” “allora seguiamo il GPS”. Meno male! Perché, invece, il sentiero che scende è davvero comodo, ben tracciato, ombroso quanto basta e ci porta alla macchina senza colpo ferire. Qua apprendiamo di aver fatto 1600 m di dislivello e 20 km, mecojons!! Allora un po’ di lagna ci stava bene! “Troppa!” dice Giorgio “avete fatto la fronda spelea come un circo dei miracoli”. Invece di dirci brave….invece Elena mi ha baciato e abbracciato come se fossimo reduci dal Nanga Parbat o dal fondo del Corchia. Ti dirò, il giro è stato stupefacente per bellezza e vastità, lunghezza di percorso e dislivello, nemmeno un 2000, ma, come dice Elena, quellidelcai questo percorso lo fanno in 3 volte. Pensa gli speleo, non gli basterebbe un mese….
Alla prossima!! Mg 18.6.2017
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