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IN VIAGGIO CON LA OLGA

Antefatto:“Dove me porteu st’ano?” chiede la Olga tutta preoccupata, sia mai che la portiamo a sperdere “Nun te preoccupà” risponde il Nozzolone “A Postumia, in giro per la Slovenia, e….” “ma al mare no?” osserva sempre più preoccupata, con questi solo grotte…”Certo” rispondo “anche in Istria!” che già lo so, oltre che grotte, in Istria ci sono orme di dinosauro e magari flora balcanica, da quella via, magari un po’ di mare ci scappa pure.

16.7.2017 Logatec. La giornata inizia una meraviglia “non gò mai dormio, sto malissimo, colpa della carne de Luigi” si lagna la Olga appena ci svegliamo. Perché Luigi ha detto che ogni tanto la carne va mangiata e si vede che lei è abituata alla camomilla mattina, mezzogiorno e sera. Bon le preparo la camomilla “te la senti di venire?” le chiedo “Sicuro!” risponde, già pronta con vezzoso cappellino, la borsa da mare e le ciabatte. Per Postumia? No, per Trieste, è là che facciamo tappa prima della Slovenia. Affida la casa a Claudio e via, sosta al primo autogrill per un caffè “me tira su” infatti la tira su meglio della camomilla, così tutta allegra arriva a Trieste. E qua, manco fa in tempo a prepararsi la sdraia e prendersi un po’ di bora che, guardando Miramare, mi dice “nemo fin là?”. Il Nozz risponde immediatamente “non ci penso per niente” e si spaparazza al sole come tutti i triestini, io pure vorrei, ma sai com’è “è distante!!!” cerco di sviarla “macchè distante, zè do passi”. E s’incammina baldanzosa col cappellino in testa. Bon, non mi resta che seguirla. Come pista! In men che non si dica sta davanti al castello “tocca pagare il biglietto e poi sto in costume” obietto, ma lei non sente ragioni “ma quale biglietto, entriamo!” e mi passa il suo giacchetto. Certo che in costume con il giacchetto…me lo lego in vita tanto per…In effetti l’entrata è gratis e ci giriamo tutto il castello a far foto a lei e soprattutto, al cappellino. Vorremmo vedere anche il parco ma il Nozz magari si preoccupa, così torniamo e ammiro sto mare cristallino, vorrei subito fare il bagno, da quella via. “No, situ mata? Nemo da Sergio che te lo fe lì”. Appena usciti dal castello ci investe la bora. Potevo fare il bagno qua che stavo riparata, peccato che essendo riserva marina era pure vietato. Troviamo Sergio intirizzito “mi sono anche messo al sole dal freddo che fa” che per lui è il massimo. Ce ne andiamo il Slovenia, allora. Come? Col navigatore. Quello aggiornato alla prima guerra mondiale che ci fa passare per sentieri dei contrabbandieri, ferrovie abbandonate e ci porta, però, in un bellissimo paesetto dove ci fermiamo a mangiare gli gnocchi. Altro che camomilla! Boni ciò. Dovremmo ora arrivare a Logatec che è la nostra base. Però non so come, sto navigatore ci fa attraversare mezza Slovenia per strade stradette. Posti meravigliosi, verdi, curatissimi e nello stesso tempo selvaggi. “Come stare a Tresche Conca” dice la Olga. Ecco fatto, uno la porta per tutta la Slovenia e invece basta portarla all’Altipiano, contenta lo stesso. E si sta pure preoccupando che abbiamo sto navigatore imbecille e manco una cartina decente. Come cercar la strada col mappamondo. Per fortuna un benzinaio ci indirizza bene. “Te l’ho detto io che dovevamo scavalcare il monte” osservo “cosaaaaaa???” fa la Olga che s’è pure stufata anche di Treschè Conca e sogna un buon letto. Alla fine arriviamo a Logatec, proprio un bel Gostisce, fuori pare il navigatore del Nozz, sgangherato, dentro, fatti 5 piani di scale a piedi, puoi affondare in un bel letto, stanza moderna e pure la televisione “ma va va la che non la vardo” dice la Olga che, riposto il cappellino, la borsa da mare e le ciabatte, si prepara psicologicamente per Postumia…per fortuna che c’è il trenino…

17.7.2017 Postumia “Oh che disgrassia!!! Gò perso el capeleto!”si dispera la Olga.. annamo beh!, anche oggi inizia bene la giornata. “Poco male, a Postumia non serve e poi si ricompra”. E’ così che gira l’economia. Partiamo tutti bardati, stile polo nord, fino all’amena località di Postumia. Compro il biglietto con sconto SSI, almeno a una cosa serve, e ci mettiamo diligenti ad aspettare il turno e la guida italiana. “Poche foto, niente flash, state in fila e non vi perdete” ci raccomanda. Io e il Nozz ci guardiamo “magari perdersi!!! E poi con tutte ste luci accese stai a vedere che danno fanno i flash”. Ma tant’è. La Olga appena sale sul trenino si diverte come in giostra, ammira la grotta con grandi slanci entusiastici “vorrei morire qua!!”. St’associazione grotta-morte, a me che son speleologa, non pare una gran cosa, anche perché poi deve venire Francesco col CNSAS ad asportare il cadavere. Ma no! Lo mangia il proteo! Quello che mangia ognj 5 anni e si riproduce ogni 7. Ecco a cosa servono le grotte turistiche, a raccontarti nozioni essenziali per la vita sulla terra, quanto mangia il Proteo, quanti gradi ci sono, 9°, che i capelli d’angelo si chiamano spaghetti, che si sale su calvario e si scende 100 metri sotto. “Sai che pozzo” osserva il Nozz. Ma noi lo facciamo su comodo tracciato, scattando foto in fretta e furia. Però la Olga una bella foto con concrezione la vuole pure, anche per la gente che vede. “Bon, te la faccio col flash” manco il tempo di farla che la guida mi stana “no flash!”. Mihh la figura degli italiani, e se non avesse ben capito che siamo italiani glielo ricorda la Olga che invita la guida a vedere il Pasubio. Col flash. La grotta, a onor del vero, è veramente bella e degna di visita “peccato che è turistica” mi confessa il Nozz, e si, per fortuna che i Serini son abbastanza brutti e piccoli rispetto a questa e nessuno ci pensa a portarci il trenino. La Olga è ampiamente soddisfatta ma con la pancia vuota “nemo a magnare i cevapcici!!”. Subito! Mentre aspetto la cottura, fotografando ogni fiore fioretto nei dintorni, vedo un palo di 64 metri. Per terra. L’albero di un veliero. “Vegnì a vedare che roba!!!!!!!!”. Qua hanno tutto gigantesco, grotte, alberi e cevapicici che uno è intrigà anche a finirli. Per digerire, invece di fare una bella pennichella che saremo anche pensionati e vecchiotti, che facciamo? Andiamo a vedere il castello di Prejama. Ma qua diamo tutti forfait, ci mettiamo seduti a mangiarci il gelato, niente visita. La Olga però viene spinta da acuta curiosità di sapere la storia di sto castello. E chi la sa? Leggo un cartello in inglese che a malapena riesco a tradurre ma racconta la storia di un tiglio. Interessante solo per me. Non ci resta che tornare a casa de spesegon per leggere su wikipedia di sto castello. Ma a Planina ne vedo uno spuntare da una dolina. È il castello del cognato di quello di Prejama. Così riesco a tradurre dal cartello. Però nei pressi c’è la Planina Jama!! Lascio la Olga a dormire in macchina e il Nozz sotto una pianta e vado, per lo meno, a vedere l’ingresso. Roba da matti quant’è grande. E poi si può entrare a piacimento. Avendo la luce. Mi inoltro finchè ci vedo e prima di venire inghiottita dal buio e morire qua come si auspica la Olga faccio retrofront. La Olga, tutta interessata, vorrebbe pure lei a venire a morire nella Planina Jama. “E’ distante arrivarci?” mi chiede “si” rispondo, anche perché vedere e non entrare è roba da crepare. Bon, torniamo a Logatec a riposarci, che per morire c’è ancora tempo.

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