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GRAVA DEI SERINI STORIA DELLE ESPLORAZIONI

STORIA DELLE ESPLORAZIONI ( GRAVA DEI SERINI E SARA' SERINI )

L'antefatto

Nel 1970 e 1971 il Circolo Speleologico Romano ha effettuato ricerche speleologiche nelle zone carsiche del comune di Esperia (Frosinone). Sono state individuate, esplorate e rilevate 13 cavità, di cui una di notevole interesse sia speleologico che faunistico (Grotta dei Serini , La 587) [...]. Queste le parole del Notiziario del Circolo Speleologico Romano, anno XVII n. 1-2 giugno- dicembre 1972 in cui è ampiamente descritta la parte della grotta allora esplorata.

La scoperta

Passano 25 anni, i gruppi speleologici muoiono e poi risorgono e la Grava dei Serini diventa una perfetta sconosciuta, specialmente per quanto riguarda il ramo a monte, trascurato a favore della più classica traversata tra i due ingressi.

ESTATE 1996:

Proprio in occasione di una traversata, Sergio Nozzoli e Maria Grazia Lobba danno un'occhiata al ramo superiore, di cui, a giudicare dalla descrizione del succitato notiziario, una notevole porzione era addirittura entrata nel "dimenticatoio". La notevole corrente d'aria spinge i due a ritornare dopo una settimana assieme al figlio Francesco Nozzoli (formando cosi il "nocciolo duro" irriducibile delle future esplorazioni in questa grotta ). Viene così visitato tutto il ramo superiore ed individuata una prosecuzione in frana, dietro la quale si cela un ampio salone, subito nominato "Sala Grottaferrata".

Si torna, più volte assieme a Davide Dalmiglio, Mario Bruno, i Renzi padre e figlia, per esplorare e risalire il salone, laddove si intravede una probabile prosecuzione. La risalita porta ad un traverso (shock!) sopra un pozzo ricadente nella zona nota; armato il traverso, si spalanca di fronte agli esploratori, il buio di un enorme salone , dalle dimensioni di 100x25x30 metri (battezzato salone Federico Donati), con evidenti prosecuzioni.
L'esplorazione del ramo principale viene, quindi, effettuata nella successiva uscita, in maniera corale, dalla quasi totalità del gruppo "attivo" attratto dalla notizia.
Vengono superati alcuni saltini in risalita, percorsi centinaia di metri.
Un meraviglioso e concrezionato ramo fossile , diventato, in seguito (grazie al calpestio), un viscido meandro ( no panik ), immette, sceso un pozzo, nella comodissima e rotonda "galleria fangosa". La galleria fangosa termina in una zona sempre più attiva caratterizzata da rocce taglienti; viene superato uno pseudo-sifone e, dopo un altro centinaio di metri, ci si ferma su un restringimento, soddisfatti dalla scoperta.
Prima pioggia d'agosto rinfresca il bosco allagando i sifoni, così, nelle uscite successive, la collaborazione del gruppo viene a mancare, ma il nocciolo duro continua ad esplorare le zone pre-sifone ed a rilevare centinaia di metri con i rami "meandro sportivo e "meandro delle stelle cadenti", sottostanti il ramo principale , e quello superiore fossile, "miss italia nera" , notevolmente concrezionato. Viene individuata una risalita con molta aria nella zona antecedente il sifone e si passa tutto l'inverno a risalire, assieme al costante aiuto di Paolo Baldassarre ed Angelo Gagliardi, nella speranza di un by-pass che non si trova. In compenso si accede ad una grande condotta che termina su un lago - sifone (in realtà è il by-pass ma sifona anch'esso) e si esplora, risalendo e disostruendo, il soffiante "meandro dei sospiri".
Si ispezionano parallelamente gran parte delle zone esterne circostanti con il preziosissimo aiuto, non solo logistico, dei soci del Circolo Speleologico Esperiano, soprattutto di Antonella Di Costanzo e Clino Vallone, mentre Ottavio Vallone ci mette a disposizione la casa in Rio Polleca.

ESTATE 1997:

Passato un anno le ossa degli esloratori si sono adattate alla grotta per cui, approfittando del rinnovato periodo di siccità, si ritorna nelle zone post-sifone assieme a Paolo Dalmiglio e Manuela Merlo. Ci si divide, quindi, in due squadre e si esplorano il "meandro di notte" e il ramo "by Sola" , oltre ad altri rametti spesso terminanti sotto ad alti fusi. La grotta continua, ma in maniera dispersiva; vengono iniziate alcune risalite. Davide e Paolo Dalmiglio, Antimo Peccerillo e Manuela Merlo risalgono una colata nel Salone Donati, senza esito; Sergio Pecoraro e MG si infilano nel meandrino "San Clino", dalle dimensioni via via sempre più proibitive. A questo punto le esplorazioni terminano, così Sergio, Francesco e MG, prima delle piogge fanno in tempo solo a rilevare.

Ci è ormai chiaro che da dentro non si riesce a trovare la via giusta, per questo si comincia a cercare disperatamente un ingresso alto; fortuna vuole che, durante una ennesima battuta a campo di Venza, Nozzoli Francesco si imbatta in un buco soffiante che rappresenta una seria opportunità.

ESTATE 1998

vede l'inizio di una seria disostruzione nella nuova grotta, battezzata "Sarà Serini".

Sarà Serini (e ancora Serini) Domenica dopo domenica Angelo , Maria Grazia , Carlo Marcheggiani, Sergio e Francesco , talvolta coadiuvati da Paolo Diamanti, cominciano ad allargare la prima strettoia di Sarà Serini, dopo il pozzo d'ingresso. Aperta la prima strettoia, ci si accinge a rendere transitabile anche il pozzo successivo, accumulando via via, in un anfratto tra le 2 strettoie, il materiale necessario allo scavo, tra cui il "deus ex machina", il pannello a celle solari per ricaricare le batterie. La discesa del 2° pozzo immette: a) in un bella verticale con buchetto infimo sul fondo; b)in una brutta verticale con buchetto infimo collegante con il punto a) ed un cono detritico ricoperto dai residui degli scavi. L'aria si e' persa, nel frattempo, in strani budelli della roccia forse collegati tra loro; ma non ci si arrende all'evidenza. L'assenza di uno scalpello caduto durante gli scavi del pozzo, l'assenza dei residui di puzza dopo gli scavi, la quasi matematica certezza di essere sopra ai Serini, rendono necessario proseguire l'impresa. Francesco , mai vinto dall'evidenza, risale la brutta verticale per sondare uno dei budelli: l'aria è lì e si infila in un meandro morfologicamente simile a quello dei sospiri, ma tutto da allargare. Il meandro, battezzato meandro dei tormenti, prosegue alto e stretto, è sempre più simile ai meandri dei Sereni ed è percorso da una costante corrente d'aria. Il buco che si intravede sotto il conoide, pomposamente definito "la via di Archimede", invece, non desta grandi aspettative. L'opera si presenta subito faraonica in quanto il canyon, alto circa 3 metri, è invece largo 20 cm. Le esplorazioni per l'anno 1998 devono essere sospese a causa dell'inizio del corso di speleologia e dell'imminente stagione delle piogge.

ANNO 1999

L'anno 1999 inizia su due fronti: nella grotta dei Serini si comincia il lavoro di armamento fisso della cavità, a partire dal ramo verticale , mentre si documenta con diapositive la scoperta. Durante una delle uscite per mettere gli armi fissi nella parte verticale , che dall'ingresso medio porta all'ingresso basso, Francesco N. non disdegna di verificare di persona il ramo attivo inferiore in tutta la sua estensione. Il pozzo verticale alla fine al ramo non lo impressiona più di tanto, gli servono solo dei volontari che lo aiutino nella risalita. L'estate asciuga l'erba, le ossa, l'acqua nei fossi, i sifoni nelle grotte: l'ingresso basso dei Serini inizia a soffiare e soffiando invita gli speleologi a disertare gli altri ingressi superiori; i volontari quindi si fanno avanti, meglio sotto che sopra. Così Francesco, con Sergio , Maria Grazia , ed un malcapitato di turno, tal Simone Mingiacchi, si ritrovano a percorrere carichi di corde, trapano, batterie, attrezzi da rilievo, il ramo attivo inferiore per niente attivo.
Si arriva, senza altre traversie, alla base del pozzo; mentre Maria Grazia rileva, Francesco, assicurato da Sergio, attacca il pozzo, utilizzando una mezza risalita già fatta che lo porta a buon punto. Francesco, con un ardito traverso si infila quindi nel meandro che forma il pozzo, il quale lo conduce in un'ampia sala. Viene quindi raggiunto da Sergio e dai rilevatori di turno.
La sala, ben concrezionata, denota nella morfologia dei depositi calcarei, il ristagno dell'acqua, che proviene, tramite un saltino, da un soprastante meandro presto raggiunto da Francesco.
Purtroppo il meandro di rileva un classico dei Serini, bello, concrezionato, ma sempre angusto. Il meandro angusto però porta ad una graziosa saletta con pozza acclusa; mentre si sondano le potenziali vie, si sentono dei rumori, sembra gente che si muove nei meandri, in realtà sono pipistrelli, e la sala viene subito battezzata "del rumore". Sopra la sala il meandro prosegue, Francesco risale un ulteriore pozzetto che si immette in un ramo di dimensioni proibitive. Nonostante qualche tentativo di disostruzione il ramo resta proibitivo e non soffia nemmeno. Il ramo viene, pertanto, disarmato, poichè dovrebbe condurre al "monumento ai caduti".

Nel frattempo a Sarà Serini continuano gli scavi, con l'allargamento del canyon.
Viene subito coinvolto un nuovo allievo fresco di corso: Sergio De Carlo. Gli scavi continuano tutta l'estate, ma a questo punto la grotta diventa proibitiva per Sergio , che viene relegato al ruolo di scherpa. Davide e MG continuano ad allargare il meandro, nonostante diventi sempre più problematico piazzare il materiale scavato. Si riesce appena ad intravedere la fine del canyon, probabilmente la possibile prosecuzione sarà sotto, l'aria non ha un andamento preciso, si perde un po' nei diversi buchi, per cui si spera di aver scelto quello giusto.

E' passata anche l'estate, ma il gruppo non è stato con le mani in mano, i Serini sono stati accantonati per ben altro sistema ipogeo. Le piogge però portano il refrigerio e gli speleologi a Campo di Venza. Finalmente a dar una mano a Francesco, nell'infimo scavo, viene pure Paolo, che subito si appassiona terribilmente e ritorna, accompagnato da Manuela e da sporadici soci-sherpa, per tutto il mese di settembre. La grotta però non si lascia tanto abbindolare dai 2 fascinosi scavatori e invece del pozzo promesso, che si intravedeva nero sotto il meandro, regala un vano cieco, però utile per buttarci il materiale di riporto...non tutto il male vien per nuocere. Lo scavo prosegue dritto, lungo il meandro, finchè l'immanente corso speleologico interrompe le fatiche degli speleo-minatori. Dopo il corso a Sarà Serini ritornano Francesco e Angelo , ma riescono a fare ben poco, a causa una serie di avversità tecnico-meteo-ipogee. Ulteriori uscite di scavo vengono fatte da Paolo e Davide , con Angelo e la neo iscritta Manuela Tiburzi.
Lo scavo prosegue lento, ma inesorabile, buco dopo buco gli scavatori sono scesi ancora, trovando un bell'ambiente.
L'ultima uscita del 1999 vede Paolo e Manuela alle prese col rilevo di Sarà Serini e Davide con Francesco nella prosecuzione della rettifica del meandro.
La grotta prosegue, l'aria non manca, il passaggio resta comunque proibitivo.

ANNO 2000

Già da gennaio cominciano gli scavi a Sarà Serini.
Questa volta all'affiatata coppia Paolo e Manuela si affiancano Sergio De Carlo e la moglie Milena Sabatini, in un'uscita, mentre nella successiva, con loro ritorna Francesco con Marco Schutzmann e Diana Cortese. Lo scavo prosegue ininterrotto lungo il meandro. Marzo e Aprile vede all'opera, assieme ai veterani Paolo e Manuela, la sorella di costei, Michela, Ernesto Pavoni, Mauro Cirinei, Luca Alessandri, Andrea Ippoliti, Michele Celsi. Nonostante il dispiegamento di forze, la grotta regala un misero pozzetto..stretto.
Restano ferme, invece, le esplorazioni alla grotta dei Serini, che viene sporadicamente visitata da coloro che ancora non l'avevano vista..
il gruppo è impegnato su altri fronti.

ANNO 2001

Rinasce la voglia di scavo, per cui si decide di organizzare un campo pasquale a Sarà Serini.
Due uscite vengono utilizzate al trasporto dei materiali a campo di Venza, quasi tutto il gruppo attivo partecipa volentieri in qualità di scherpa. Il campo vero e proprio porta a modesti risultati, oltre al proseguimento stretto della grotta, c'è da segnalare la scoperta, da parte di Antimo Peccerillo, di un altro pozzo vicino, il quale viene prontamente esplorato. Forse a causa degli scarsi risultati, Sarà Serini viene quasi dimenticata, qualcuno considera lo scavo un "accanimento terapeutico". Anche quest'anno la grotta dei Serini viene semplicemente visitata, una volta per portare gli allievi del corso di speleologia, ed una seconda per l'esercitazione del Soccorso Speleologico del Lazio.

ANNO 2002

Il gruppo si arricchisce di nuovi soci volenterosi: Max Bonacina e Sabrina Pinta , validi speleo-immigrati piemontesi, nonché della "secca" Patrizia Marino , utilizzata come sonda. Dopo un primo assaggio di scavo, a Sarà Serini, da parte di Paolo Dalmiglio, validamente aiutato dalle sorelle Merlo ed Antimo Peccerillo, con gli immancabili scherpa Andrea Ippoliti, Mauro Cirinei e Laura Pinelli, si riaccende la speranza, in quanto viene intravisto un nuovo pozzo ù e si constata che l'aria ha cambiato strada. Così si decide per un nuovo campo pasquale, che vede un'ampia partecipazione dei soci del gruppo, sia in qualità di scherpa che di scavatori. Nel corso del campo si conclude il rilevo della parte esplorata e si scende finalmente in un ampio pozzo (ben 18 metri) che accende immotivate speranze. La grotta si divide in due parti, peraltro insondabili….a causa delle dimensioni proibitive. Nelle due uscite successive, Paolo, le sorelle Merlo, Ernesto Pavoni, ed i tre nuovi soci Max, Sabrina e Patrizia, continuano gli estenuanti scavi, che portano ad intravedere un ennesimo meandro stretto . Nel frattempo ritorna la voglia di lavorare alla grotta dei Serini.
L'occasione nasce dalla doverosa visita dei soci nuovi alla grotta.
Max ottimo arrampicatore, senza indugio, si inerpica sopra il meandro attivo, nei pressi di pozzo sottiletta, scoprendo un ramo intonso.
Il dubbio che abbia intercettato "by sola" resta, tuttavia porta, come conseguenza, una lavoro preliminare di svuotamento del sifone temporaneo, in tutti i modi e con tutti i mezzi possibili ed immaginabili.

Così a più riprese Max, Sabrina, i due Sergi, MG, Milena, Patrizia, Carlo ed Irene, tornano in grotta seriamente intenzionati ad eliminare l'ostacolo, che è stato quasi eliminato.
Anche per il 2002 il corso di speleologia interrompe ogni esplorazione nelle due grotte.

ANNO 2003 la congiunzione

L’anno inizia alla grande, forti del progetto finanziato dalla Regione Lazio, nell’ambito della Federazione Speleologica, si ritorna seriamente e con buone intenzioni a lavorare a Serini e Sarà Serini. S’inzia il 4 gennaio, con una visita ai Serini mirata a riprendere alcune altezze con il nuovo distanziometro, e con la partecipazione del geologo del gruppo, Mario Biagi, che dovrà redire apposita relazione.
Si arriva fino alla cima della risalita di Francesco , ed ai veterani Paolo e Manuela si associano i nuovi iscritti del gruppo; Luna Centioni, Federica Dellerma ed Enrico Varriale, partecipa all’uscita anche Chiak. Il 2 febbraio costituirà una data storica per la storia del complesso, perché di complesso si tratta: vengono congiunti, sonoricamente, Sarà Serini e Serini, e precisamente alla risalita di Francesco.
Nonostante le avverse condizioni ambientali , a causa dell’abbondante nevicata che rende necessario partire dalla strada di rio polleca e tracciare il sentiero sulla neve fresca, che arriva fino alle ginocchia; nonostante i lagnosi del gruppo, la verve di Paolo sprona i numerosi partecipanti a salire verso le due grotte.
Ai Serini ci si divide, si concordano gli orari, così Max, Sabrina, Sergio e Mg vanno verso la risalita di Francesco; Paolo, Manuela, Enrico, Federica ed Antimo al fondo di Sarà Serini; Davide, Luna, Michela ed Ernesto a cercar buchi soffianti nella neve. Alle ore 2,30 entrambi i gruppi ipogei si trovano sulle relative postazioni, il gruppo dei Serini si sollazza con scarburamenti e mangiate, quello di Sarà Serini inizia i botti. Maria Grazia sembra sentire due cariche, ma poco convincenti, la terza tuttavia viene sentita da tutti: esplode l’esultanza e Max dà fondo ai raudi, ne butta talmente tanti dentro la prosecuzione soffiante da stordire le orecchie dei presenti ed affumicare (come poi si vedrà) gli altri a Sarà Serini, che tentano disperatamente di lanciare il messaggio “basta raudi”, ma ad ogni grido, ritenuto di esultanza, viene prontamente risposto con un ulteriore raudo.
Il ritorno è allegro per tutti, con Max che ogni tanto tira qualche raudo, facendo sbarellare Sabrina e Mg intente nei passaggi circospetti, e la discesa divertente tra la neve fresca.
Ci si ritrova da Carmina, con il gruppo di Sarà Serini dalla faccia affumicata e Manuela intenta a rivedere le foto digitali immerse nel fumo dei botti. Sarà Serini e Serini sono un’unica grotta, tra le più estese del Lazio. Il 16 febbraio si ritorna in grotta e ci si divide in due gruppi: Chakib e Nozzoli Sergio a rilevare nuovamente il salone Donati , Max, Sabrina e Mg a proseguire nello scavo della giunzione.
Lo scavo prosegue dentro un pozzetto da 5 metri che succhia tutta l’aria della zona; la situazione diventa sempre più proibitiva viste le dimensioni del pozzo.

ANNO 2004

L’anno inizia bene, si è già stabilito che la grava dei serini e l’inghiottitoio sovrastante, “sarà serini” sono un unico complesso, ma ancora, fisicamente, non si riesce a passare da una grotta all’altra.

Rimangono, in ogni caso, da continuare le esplorazioni nel meandro Yasemin, scoperto l’estate precedente, il cui ingresso, dalla galleria fangosa, è proibitivo a qualche componente del gruppo. Il GSG, pertanto, durante il 2004 si dividerà in vari gruppi per proseguire il lavoro nelle cavità, e cercare, nella sommità delle stesse, a campo di venza , eventuali inghiottitoi della grava.
Il 24 gennaio, una squadra composta da Paolo, Manuela, Federica e Maria Grazia, entrerà - dopo opportuni allargamenti, effettuati sdraiati nel fango ed acqua - per 20 metri nel nuovo meandro, percorso da una notevole corrente d’aria.
Gli scavi e le esplorazioni del neonato meandro, con le uscite del: 31 gennaio, 14 febbraio, 29 febbraio, 14 marzo, vedono il susseguirsi di svariati personaggi ad esplorare e risalire l‘interno del meandro ( Paolo, Federica, Enrico, Manuela, Ernesto, Chak, Tommaso, Max) e scavare l’ingresso dello stesso (Sergio Nozzoli, Maria Grazia, Angelo, Max , Sabrina, Mario, Francesca, Andrea Carroccia).
Come ogni anno, poi, nel periodo pasquale, si allestisce il campo a campo di venza, stavolta per effettuare la famosa congiunzione fisica tra le due cavità.
Così il 2 maggio, dopo ore di ininterrotto lavoro di due squadre, una ai Serini con Max, Mario, Maria Grazia, Sergio Nozzoli; l’altra ai Serini con Paolo, Manuela, Patrizia, Federica, Ernesto, Ciarlo, le due grotte diventano transitabili.
Nel ramo Yasemin, intanto, i lavori proseguono attraverso diverse risalite compiute, prevalentemente, da Paolo, Enrico, Federica, Manuela, con l’aiuto sporadico di Ciarlo e di alcuni componenti del gruppo Matesino. Nel corso dell’anno, infine, a monte Finitizie, viene individuata un’interessante cavità, situata all’interno di una dolina inghiottitoio, ancora da scavare, che ha visto l’impegno del gruppo, prevalentemente, rivolto al recupero di una capra viva caduta dentro.

ANNO 2005

Il 2005 è l’anno del ritorno in zone abbandonate da tempo e della ripresa delle esplorazioni in diramazioni valutate, in una prima fase, di minore interesse, ma ora riconsiderate alla luce delle recenti scoperte che stanno delineando un quadro più ampio ed articolato del reticolo sotterraneo, ma è anche l’anno dei contatti tra interno ed esterno: Nel mese di gennaio si torna nel ramo Yasemin per ultimare una lunga risalita, il pozzo della bua, che condurrà, dopo circa 40 metri, ad una frana sospesa prossima all’esterno; partecipano a questa uscita Paolo, Manuela, Federica e quattro amici del Gruppo Speleologico del Matese: Luigi, Natalino, Ivan e ............... . Durante il campo del 25 aprile si ritorna nel ringiovanimento attivo sotto il p. 15 di Sarà Serini, percorso da una sensibile corrente d’aria e già parzialmente esplorato verso monte l’anno prima da Paolo e Federica; gli sforzi si concentrano verso valle, così, attraverso la disostruzione di una lunga strettoia “cunicoliforme”, si accede ad un nuovo tratto di meandro stretto, basso, fangoso e tagliente ma..... percorribile, viene battezzato “QUELPOPODIMEANDRO”!! e tutta la diramazione “Ramo di Carmina”. Le esplorazioni si arrestano su un restringimento questa volta eccessivo anche per Patrizia, ma oltre si vede che il ramo riprende dimensioni umane.
Sono promotori ostinati di questa esplorazione Paolo, Federica e Patrizia, sbeffeggiati dal resto dei soci....... è probabile che in futuro saranno ancora e solo loro a tornare da queste parti.
Durante il medesimo campo viene stabilito un contatto con trasmettitore Arva tra la sommità del “pozzo della bua” nel ramo Yasemin e l’esterno..... appena quattro metri di frana ci separano dai prati: dentro la grotta sono presenti Paolo, Marco e Patrizia, tutti gli altri stanno fuori!
Nei mesi di giugno, luglio e agosto si decide di lavorare con sistematicità solo in quelle zone della grotta inaccessibili durante l’inverno per la chiusura dei sifoni: si torna così dopo anni nel ramo attivo inferiore entrando dalla risorgenza, si procede alla raccolta dei dati per la stesura di un nuovo e particolareggiato rilievo e si constata la possibilità di nuove prosecuzioni oltre l’attuale fondo del ramo, attraverso una risalita di circa 10 metri che permetta di raggiungere nuovamente la sommità del meandro.
Sono promotori di queste attività Paolo, Federica e Patrizia accompagnati a turno da altri soci del GSG.

Si torna anche a rilevare la zona più a monte attualmente conosciuta della Grava dei Serini: il “Meandro di Notte” esplorato ormai nel lontano 1997 da Paolo, Manuela e Giampiero; un pozzo da 15 metri inutilmente risalito da Paolo, Manuela, Davide e Luca, e in seconda battuta da Francesco e Maurizio Barbati dello SCR, sembrava allora mettere fine alla diramazione.
Il nuovo rilievo costringe però a riguardare la grotta con occhi più attenti e si nota alla base del pozzo terminale uno stretto passaggio con aria, oltre il quale si intravede un tratto di nuovo meandro apparentemente percorribile; proseguendo il rilievo lungo Meandro di Notte vengono individuati due affluenti di destra con aria: quello più a valle non lascia speranze per le sue dimensioni microscopiche, quello più a monte invece sembra, con i dovuti accorgimenti...., offrire qualche possibilità. Partecipano a questa uscita Paolo, Federica e Patrizia.
Le nuove possibili prosecuzioni individuate non stimolano a sufficienza la fantasia degli esploratori e così la volta successiva si decide di risalire in forze il grande promettente pozzo che si innalza verso l’alto per quasi 20 metri subito prima dell’ingresso di Meandro di Notte; la fatica si rivela però inutile e la nutrita squadra composta da Paolo, Federica, Enrico, Michela ed Ernesto torna faticosamente verso l’uscita con la certezza che sulla cima di quel pozzo non c’è nulla!
Un motivetto di Ambrogio Sparagna viene canticchiato ossessivamente da Paolo con voce in falsetto durante tutta l’uscita; questo accompagnamento musicale consegna alla nuova verticale risalita il nome di POZZO SPARAGNA.
Il giorno 14 agosto Paolo e Federica (i più accaniti in questa fase) raggiungono in serata Campo di Venza per entrare in grotta da Sarà Serini il mattino seguente, dentro hanno appuntamento con Sergio e Maria Grazia entrati invece dall’ingresso medio; i quattro si dirigono verso una zona in fondo all’”Angusto Meandro” detta il “Groviera” dove un ennesimo pozzo è li pronto a farsi inutilmente risalire: si riesce a stabilire un contatto acustico tra la sommità di questo pozzo e i soprastanti “By Sola” rendendo inutile il prosieguo della risalita. A questo punto Sergio e Maria Grazia ne hanno abbastanza e si avviano verso l’uscita, Paolo e Federica invece decidono, finalmente!!!!, di andare a mettere il naso in quel pertugio soffiante alla base del pozzo in fondo a Meandro di Notte. La strettoia iniziale viene superata senza grosse fatiche con l’aiuto di una sola mazzetta, oltre il meandro continua stretto ma sempre percorribile e decisamente in salita: dopo circa venti metri i due si ritrovano in una saletta con le pareti coperte di moscerini, rametti, foglie e chioccioline sono sparsi sul pavimento, l’aria filtra da una frana sospesa oltre una strettoia sul soffitto........ Campo di Venza è pochi metri sopra di loro...... l’emozione è tanta, la felicità anche......... dopo anni di fatiche i Serini sembrano, almeno verso monte, davvero finiti!! Il nuovo tratto viene dedicato al secondogenito di Sergio e Milena, nato il giorno prima, e così ecco pronto il "meandrino di Chicco" (Francesco).
Il sabato a seguire Paolo e Federica sono di nuovo in fondo al Meandrino di Chicco armati di trasmettitore Arva per stabilire un contatto con l’esterno; fuori ci sono Sergio, Maria Grazia, Enrico ed Angelo .
Le loro mazzettate e i sassi che rotolano si sentono distintamente.... il quarto ingresso alla Grava dei Serini è ormai solo questione di tempo.
Con l’occasione il nuovo tratto viene rilevato.
Paolo e Federica ormai ci hanno preso gusto e non paghi dei risultati già più che soddisfacenti decidono, così per completezza e per scrupolo!!!!!, di andare a vedere se si riesce ad entrare in quell’affluente di destra notato durante il rilevamento di Meandro di Notte. Questa volta il lavoro di mazzetta è ben più lungo e faticoso ma alla fine un passaggio quasi umano viene creato e i due cominciano ad esplorare uno stretto meandro in lieve salita, quindi una serie di condotte che formano sifoni fossili, poi di nuovo meandro, quindi ancora condotte, ed ecco un tratto alto con gallerie concrezionate soprastanti un meandro anch’esso percorribile, frane sospese a mezza altezza rendono gli ambienti movimentati e la progressione non sempre ovvia, andando avanti si ritorna gradualmente sul pavimento in ambienti che progressivamente si fanno più ampi: nell’ultimo tratto esplorato quasi si passeggia....... sorge il “sospetto” che i Serini a monte siano una questione tutt’altro che chiusa!!!
Il nuovo ed inaspettato tratto di grotta, che ad occhio dovrebbe sviluppare planimetricamente per circa 100 metri, viene dedicato alla figlia di Max e Sabrina, nasce così il RAMO GINEVRA .

I lavori esterni iniziano immediatamente con lo scavo nella discarica di bottiglie che era diventata la dolina individuata a Campo di Venza.
Vengono estratti sacchi e sacchi di vetro; l'ingresso, pertanto, viene denominato "murano".

Lo scavo prosegue il 3 settembre, ma, levati pochi secchi di sassi ed immondizia, una bomba a mano ferma il prolungamento delle operazioni.
Si dirottano, quindi, le forze, all'inghiottitoio di monte belvedere, il quale, resta, in ogni caso, proibitivo.
Attualmente i lavori vertono sull'estrazione indenne della bomba a mano.

PROSPETTIVE FUTURE

La prossima apertura del nuovo ingresso "murano" a Campo di Venza, permetterà di portare avanti con grande facilità le esplorazioni e la documentazione di tutte le zone a monte del sifone: dovrà essere rivisto con attenzione tutto il ramo By Sola con le sue numerose risalite ancora da completare, il Ramo Ginevra non è stato esplorato interamente; l’aria che lo percorre è stata persa nelle zone più a monte. Dovranno andare avanti le esplorazioni in “Quelpopodimeandro” il cui collegamento con la zona dell’Angusto Meandro è sicuro, ma tutt’altro che chiaro e come e dove con esattezza questo ramo intercetti la grotta sottostante. Lungo l’Angusto Meandro ci sono da vedere due stretti affluenti con aria: il più promettente sembra essere quello di destra orografica che si trova poco più a valle del sifone.
Nel Ramo Yasemin bisognerà ritrovare l’aria e proseguire le esplorazioni verso monte tralasciando per il momento le risalite che conducono, oramai con certezza, all’esterno; il potenziale bacino di assorbimento del ramo è rappresentato da due grandi doline poste sulla dorsale che separa Campo di Venza da Costa Serini, spostate più a nord rispetto all’attuale limite esplorativo. Da dove poi arrivi l’aria resta un mistero irrisolto non essendo stato trovato all’esterno alcun pertugio soffiante...... si sta lavorando all’apertura di un ingresso “arieggiato” posto sul lato di una grande dolina subito sotto la cima del Monte Belvedere, immaginare però un collegamento tra questa grotta e la Grava dei Serini sembra quasi fantascienza!..... Sempre all’interno del Ramo Yasemin resta da disostruire la strettoia con aria che chiude verso il basso la diffluenza fossile di destra: è questa l’unica diramazione discendente con circolazione d’aria.

ALLE ESPLORAZIONI nonché TRASPORTO MATERIALI HANNO PARTECIPATO, A VARIO TITOLO, I SEGUENTI PERSONAGGI:

Luca Alessandri, Paolo Baldassarre, Fabrizio e Luca Balsamo, Mario Biagi (mariodiguidonia), Max Bonacina (il sabaudo), Mario Bruno, Claudio e Ruggero Capulli, Andrea Carillo, Michele Celsi, Alessandro Ciarlo (Rambo), Mauro Cirinei , Diana Cortese, Davide e Paolo Dalmiglio, Federica Dellerma (terminator), Paolo Diamanti,Antonella Di Costanzo, Sergio De Carlo , Angelo Gagliardi , Mauro Graziani, Andrea Ippoliti, Massimo Izzo, Maria Grazia Lobba (MG), Katiuscia Lops , Irene Mauceri, Carlo Marcheggiani, Patrizia Marino,Manuela Merlo, Simone Mingiacchi, Chakib Najjah El Idrissi (Chiak) , Francesco (Nozzolino) e Sergio Nozzoli (Nozzolone), Marcello Orlandi, Ernesto Pavoni, Antimo Peccerillo, Sergio Pecoraro, Laura Pinelli, Sabrina Pinta (la sabauda), Laura e Roberto Renzi, Milena Sabatini, Michele Scampati, Marco Schutzmann, Antonella Tacca, Silvia Ten Kortenaar, Maurizio Terenzi, Renato Testa, Manuela Tiburzi, Clino Vallone, Enrico Varriale.

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