pagina successiva
torna all'indice

SARDEGNA 2014

Antefatto: Palestra “ciao ciao ci vediamo tra un po', vado in Sardegna!” “doveee??? a che fa'? Al mare?” “no! A camminare!” “in Sardegna?????????????? ma vai in Abruzzo, non è uguale? Sta qua dietro!!”.... .dove andate? In Sardegna?? pioveeeeeeeeeeeeeeee

L'epica impresa: 26.3.2014 Bue Marino Invece scendiamo dal traghetto e non piove, anzi, c'è un pallido sole e la Sardegna ci accoglie con la sua bellezza ineguagliabile, da paradisola che amiamo alla massima potenza. Tant'è che il Nozzolone si vuol fermare subito a Capocomino rosso non avrai il mio scalpo. “Ben non mi pare proprio il tempo giusto per prendere il sole” dico che ho i calcari supramontani da calpestare tutti e non vedo l'ora. Così eccoci a Dorgali e Pietro stavolta ci dà la casa di Eranu, ossia di Primavera. Come dire, lontani da ogniccccosa e con l'Oddeu come panorama. Occhei, a dirsela tutta mi sarebbe piaciuto stare a Gonone, mica per altro, vicino al mare magari quel grado in più e un po' di sole ci scappava. “ “Paura avete?” ci chiede Pietro “per niente! la tua casa a Eranu è bellissima” vero, senza riscaldamento né camino, ci tempra. Però scappiamo subito a Calagonone con la scusa di salutare Giammichele il quale, senza perdere tempo, ci programma tutta la vacanza, sentiero per sentiero, non c'è da sbagliarsi. “Per oggi andate al Bue Marino, c'è un nuovo sentiero che fa il giro e riporta a quello che va a Calaluna”. Bon. Partiamo di gran carriera e appena arrivati allo scivoloso che porta giù per la grotta inizia a piovere di brutto. Mi trovo quindi con la mantella che m'impedisce i movimenti,la digitale in una mano, una cordaccia sfilacciata nell'altra e gli scarponi che non tengono una cippa sul calcare bagnato, ma quello che mi preoccupa è il Nozzolone con l'anca malandata che decreta che la corda si rompe, le passarelle sono troppo arrugginite e chissà se lo reggono e i legni magari sono fracichi. Ben, vorrà dire che era la nostra ora. Invece no, alla grotta ci sta una coppia alla quale avremo rotto i maroni. Il Nozz con la discrezione che lo contraddistingue tenta di far un'improbabile conversazione che uno dei due è brasiliano e l'altra ci guarda di cagnesco lo so io perchè, e il linguaggio che ne esce pare quello dei film di una volta “io andare in grotta, tu essere speleologo?” “no brasilieiro” “essere grotte in brasile?” “nun saccio mica”. Io faccio finta di non conoscere nessuno ma di essere venuta quaggiù a fotografare e tanto basta, finchè, guardando l'occhio torvo nozzolescu capisco di aver esagerato con ste foto. Mai esagerare, dice Cesare. Così ce ne torniamo scoprendo una bella grotta tipo salone con due entrare, casa di paleo nuragici sicuro come una palla. Sotto una bell'acqua visitiamo pure la spiaggia di Fuili perchè in Sardegna si va per il mare. E per finire c'aspetta la salita per il “mai più questo schifo di Sardegna” è quella che il Nozzolone anela più di ogni altra cosa al mondo mentre sta in un letto d'ospedale. “Bagnati vi siete?” ci chiede Pietro “pensa che tutto l'inverno, a parte l'alluvione non è mai piovuto e si stava in maniche corte pareva estate e ora guarda qua”. La vendetta di Sanpadrepio. Anche in Gargano si stava in maniche corte. In casa abbiamo avuto la chance, morire di ossido di carbonio da stufetta o di ipotermia. Ben sto con la giacca a vento, in grotta poi, come ci vuoi stare? Siamo o no speleologi? Ha da vede quanto, si sta meglio a su bentu che a Eranu!!

27.3.2014 Nuraghe purgatorio A sentir le previsioni doveva scendere il diluvio ma un accenno di sole rallegra in nostro risveglio. Freddo quanto basta. Però il latte ed i formaggi di Pietro ci riscaldano stomaco e cuore. Pietro, oltre a sfamarci, ci dà pure un buon consiglio “non andate sul calcare che è bagnato e si scivola”. Bene, allora andiamo sui basalti. Precisamente sui grollei del Cedrino a cercare nuraghe purgatorio. Sta uscita non mi entusiasma perchè: primo, vorrei salire sull'Uddè che mi sovrasta, secondo, immagino uno spinamento can unito a pantani a non finire per cui, saggiamente, ci mettiamo gli stivali. Però appena scesa dalla macchina, dopo aver ripulito un po' di bordo strada dalla monnezza, la spianata fiorita mi chiama imperiosa. “Vieni vieni che ho fiori per te”. Per cui mentre il Nozzolone cammina occhio al tablet a cercar la via, fatte conto come Loretta sull'Appiantica, io vado ginocchioni a fotografare di tutto e di più. Intendiamoci, ho già una carrellata de ste piante, ma repetite juvant, sia mai mi sia scordata, chessò, na margherita sarda. Bon. Mica facile trovare sto purgatorio. Intanto ci sono da scavalcare un sacco di recinti chiusi, poi c'è il Nozzolone che dà detta più al tablet che al comodo sentiero per cui tocca zizzagare a vanvera finchè la freccetta non strilla “DI LAAAAA!!!!!!!!!!!!!” . Fortuna che incappiamo nel cartello “Tomba dei Giganti Biristeddi”. Bella è..tutta per terra ma con gli ortostrati a scala che tra un masso e un altro non ci passa manco una pattada. Già che ci siamo ci affacciamo sul Cedrino. Meraviglia!!!!!!!! uno spettacolo da togliere il fiato. Ettecredo che stavano qua i nuragici!! Tutto loro a portata di vista. Ora Giammichele per telefono c'intima ci cercare il nuraghe purgatorio e di andarci dentro con la lucetta. “Dove sta?” “non c'è da sbagliarsi, su un cucuzzolo”. Guardi a 360° e vedi solo arbusti,cucuzzolo de che! Ma Giammichè se non lo troviamo ci fa cascare il diluvio universale che qua spacca pure i ponti e come ci torniamo ad Eranu. Così il diligente Nozzolone cerca il cucuzzolo e lo trova. “Segui il bordo del dirupo!! il cucuzzolo è il nuraghe!!” . Qua devo stare in campana che come niente precipito dentro al torrente addio fighi e manco gli ossi mi trovano. A cascare casco, ma dentro al nuraghe, scoprendo che oltre al calcare è viscido anche il basalto. Purgatoriamente parlando dentro al nuraghe pare di stare nelle mura di Tirinto a scala ridotta “bassi erano sti sardi” erano...Il complesso è giganteschino, qua c'abitava mezza Sardegna neolitica, guarda, ci sono pure le torte preistoriche. Ossia due specie di macine suddivise come fette di torta. Perchè? Mistero che neanche Giammichele riesce a dirimere. Pietro suggerisce, ben prima le affettano e poi le rinsaldano. Si per passare il tempo in caso di pioggia, senza internet ne tv, sai che palle! Tornando facciamo la strada come i cani, destra, sinistra, avanti, indietro. Per perdere tempo? No! Per la freccetta del tablet che non ci dice subito immediatamente “DI LAAAA!” Dai sbrighiamoci che ci aspetta sta bella casa fredda dove perder tempo a scaldarci!!!
continua...
pagina successiva
torna all'indice