Pozzo del Pifferaio

Antefatto:Oggi è il gran giorno, il GGCR è convocato alla conferenza di Luca-archeologo sugli scavi della Grotta Sassa, ma è di pomeriggio!!! “Ecchè, possiamo buttare la giornata così?” ci chiede Saverio, “Ennno!!!” Rispondiamo in coro, “dove andiamo?” “al Pozzo del Pifferaio, c’è un po’ di immondizia da spostare” ci invita il Presidente. Bon, mi porto i guanti.

L’epica impresa:
Stipati sulla macchina di Saverio siamo: Saverio, Barbara, il Nozzolone, Cristian e la sottoscritta. “Dai Save, metti il rock duro che arriviamo ad Esperia in un battibaleno” “non ce l’ho, al limite posso mettervi Radiomaria, il rock è nella pennetta di Luca-geologo”. Ahinoi! Ci resta che spettegolare, ma non tanto, essendo scientifici, usiamo Barbara-geologa come interlocutrice per imparare la scienza in pillole.
A Esperia svegliamo il Presidente “mandaci il punto della grotta che non ce l’abbiamo”. Saverio c’è stato ma più che dirci “sta sopra la casa di Clino” altro non fa. Armato di punto, ugualmente Saverio, per portarci al pozzo, ci fa fare un bel giro di peppe. Male per le mie spalle ma bene per il Nozz che trova una breccola con coralli fossili, subito sgraffignata da Barbara incurante di aggiungere peso al peso. Eccoci al pozzo, arma Saverio col nodo di Cesare doppio e a seguire stiamo tutti giù. Giù dove? In un immane immondezzaio. Altro che guanti, i cumuli di immondizia di ogni tipo levano gli velleità di spostarli, dove poi? Il Nozz ne leva qualcuno davanti al pertugio dove sta la prosecuzione e dove Saverio ha iniziato ad armare seguito a ruota da Cristian. Ne approfitto per fare qualche foto e chi c’è meglio di Barbara come modella? “ferma immobile mettiti cosi e cosà” tipo set fotografico e poi Barbara è assai disciplinata, se deve star ferma sta ferma. Ma ora seguiamo gli altri per il pozzo bello concrezionato simil Serini con merletti lepinici. Restiamo nella stanzetta prima del cunicolo dove Saverio e Cristian stanno infilati a scavare. Ma che freddo!!! E piove pure. “Con tutta quest’aria non dovrebbero essere calda?” macchè è ingresso basso, evidentemente, e forti degli studi badinici appuriamo che “nelle montagne normali il raffreddamento esterno causa fiumi d’aria fredda che scendono lungo le vie dell’acqua (brezze di monte)” . E questo fiume d’aria fredda ce lo stiamo prendendo tutto. Il Nozz pare non curarsene che sta facendo assistenza agli scavatori e io devo fotografare dritto, storto, e nerd come Presidente vuole. “Barbara, mettiti nella colata, non svegliare i pipistrelli e stai immobile” e lei pronta esegue, immobile abbarbicata a metà pozzo senza fiatare si prende stillicidio e fiumi d’aria come niente fudesse. Che modella!!
È che qua piove e la digitale ne risente. Devo asciugare l’obiettivo ad ogni scatto. “Barbara hai freddo?” “brrrr siiii” “saliamo al piano di sopra a prenderci una maglia”. Ma, arrivati all’immondezzaio, Barbara si ficca per ogni pertugio a cercare prosecuzioni e io faccio altre foto, sentendo la sua voce che entra da una parte e esce da un’altra. Pertugi labirintici. Appurato ciò, usciamo fuori ad accendere il fuoco. Dopo un po’ escono anche gli altri infreddoliti al massimo e pieni di fango immondezzoso. Na schifezza. Presto, riprendiamo le sembianze civili che il convegno ci aspetta.
Puntuali al minuto secondo, eccoci congelati a Sonnino, sperando nella sala calda. Caldina. Con nostro sommo piacere ascoltiamo Luca e Rolfo raccontarci dei nostri colleghi di 30.000 anni fa che, poveretti, avevano le verdure piene di cenere vulcanica e tutti gli animali morti perché, avendole mangiate, gli si sono consumati i denti e di dentiere manco l’ombra. Anvedi. Sto fatto manco Alberto Angela l’ha mai detto!!! Due più due fa 4 tutto l’uditorio ha presupposto che, non avendo altro, si son mangiati l’un con l’altro e buttate le ossa in grotta. Perché l’uomo ha usato la grotta come immondezzaio da sempre, intendiamoci. Manco per niente, non si sono mangiati! Gnoranti che siamo a presupporre ciò. Le ossa sono sepolture, e di gran ricconi anche! Lo prova l’isotopo di stronzio. Ogni popolazione ha lo stronzio suo. Basta testarlo, ovvio no? Questo lo sapevamo, senza che ce lo dicesse Alberto Angela. Ma il bello della giornata è stata la cena tutti insieme, noi esploratori con gli altri del GGCR e Rolfo. Che occasione!! L’abbiamo subissato di domande, dall’enigma della cenere vulcanica che non ha ammazzato l’insalata ma gli animali senza denti, allo stronzio delle popolazioni e a tutto ciò che uno speleo ramazzatore può trovare in grotta. Ci siamo fatti una cultura paleonto-paletnologica.
Per tornare accendiamo i gps di Cristian, testato su Lamborghini (tempo di arrivo mezz’ora) e quello di Barbara, su 500 modello arcaico (tempo di arrivo un’ora e mezza) e ridendo come pazzi sulle nostre teorie paletnologiche, testate sull’immondizia dell’antropocene, torniamo alla base con il bottino in mano. 7 metri di grotta in più. Ma abbiamo portato a casa la pellaccia (ora dobbiamo disinfettare il tutto..).
Alla prossima!! Mg 14.1.2017
torna all'indice