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CROAZIA PELJESAC

5.9.2007 Dopo le fatiche del Triglav, ma più che altro scacciati dal maltempo, facciamo rotta a sud, verso Porec, per trovare i genitori di Mg. Ci fermiamo giusto il tempo di visitare, con loro, la grotta turistica di Baredine.
Certo che per Mg e il Nozzolone, visitare le turistiche è buttare giù un rospo, ma più forte è l'impulso di far conoscere ai genitori di Mg il famoso proteo, che sta in fondo alla parte turistica, in una vaschetta, solo e triste a far bella mostra di sè.
La guida ci spiega in lungo e largo le prodezze del proteo, il quale continua a restare imperterrito ed immoto, illuminato dalla pila, tant'è che il Nozzolone dichiara che è di plastica, per far contenti i turisti. Il proteo, scocciatissimo dalla luce ma più che altro dall'affermazione Nozzolesca, tenta disperatamente di dimostrare la sua bradipesca vitalità, anelendo il buio e, magari, un fiume sotterraneo nel quale trovare, quanto meno, una protea.
Dopo la grotta andiamo a spasso per Funtana dove, meraviglia delle meraviglie, uno splendido blocco di corallo fossile giace a mò di abbellimento, nei pressi della chiesa principale.

6.9.2007 Il tempo è pessimo, dovremmo, da programma, andare a Cres, ma Mg ha la bella pensata di andare più a sud, in cerca di uno sprazzo di sole.
Passiamo la giornata in macchina, sotto una pioggia incessante, attraversando monti calcarei, pieni di boschi, peccete, doline immense, diretti a Split.
L'autostrada è tale solo di nome, in realtà è ancora in costruzione, è aperta solo una corsia benchè ci sia da pagare il pedaggio.
Dormiamo nei pressi di Split, precisamente a Sirobuja, in una confortevole ex baracca, pomposamente chiamata Sobe, che, però, ha lo svantaggio di trovarsi nei pressi di un campanile che scandisce anche i quarti d'ora.

7.9.2007 Ancora in viaggio, e già che ci siamo, verso Dubrovnik.
La strada si snoda sotto una interminabile catena calcarea da togliere il fiato, seguendo una costa troppo antropizzata, per i nostri gusti, ogni baia ha il suo insediamento di case ed alberghi, stretti l'uno sull'altro sopra un mare miracolosamente incontaminato, in virtù, penso, di enormi risorgenti sottomarine.
Arriviamo a Dubrovnik e nemmeno scendiamo dalla macchina, il traffico ci toglie ogni velleità turistica, meglio fermarsi all'arboretum di Trsteno, ad ammirare cipressi secolari ed il platano più grande mai visto prima. Da non perdere.

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