Ejo ce passo

Antefatto:Sabato mattina io e il Nozz ci crogioliamo a letto “trinnnnnnn” “ecchè?” uno subito pensa alle disgrazie “sono solo le 8, chi chiama a quest’ora antelucana?” è Luca-geologo “sto al bar e vi aspetto” “ma l’appuntamento è domenica, mica oggi!!!!!!!!!!!!”.

L’epica impresa:
Detto fatto, un 2 e 2 quattro siamo pronti. “Andiamo a buco della fiamma aspirata? Come sono le previsioni?” “piove alle 14”, veramente alle 11 dice il mio pc.. ma va bene lo stesso, andiamo. “ E Cristian? Ormai è troppo tardi, con lui andremo domani. Con un tempo da lupi (..troppi ce ne sono ..ammazziamoli tutti!!!) c’inerpichiamo verso il faggio ancora in piedi. Sotto c’è il buco e stavolta il faggio ci serve per il paranco. Ma il paranco è del tutto inutile ad estrarre il masso dal buco, non ci passa. Va beh, passiamo ad altri mezzi e via di piedediporco, mazzetta, scalpello, tutto un lavorio, e finalmente il masso è sbriciolato. Chi lavora è fortunato, si scalda, perché un vento gelido ci sta congelando peggio del Pifferaio. Per cui appena vedo un varco subito m’infilo. “Ejo ce passo!” e m’imbraco nonostante il parere contrario del Nozz che vorrebbe scendessi senza niente. Mizzica, divorzio all’italiana è. Però m’incastro di torace, scendo ancora ma mi sento stritolare. “Oddio la claustro! Tiratemi fuorrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!”. Appurato che c’è un’altra radice a rompere le balle, il Nozz e Luca s’affannano a segarla e scalpellarla e quella finalmente viene via a tocchi. Luca poi riesce pure a buttar giù un altro massone a metà pozzo che avrebbe fatto da pietra tombale. “Eio ce passo davvero stavolta”. Un braccio su e uno giù, respiro controllato, eccomi sotto. Oddio che nebbia!! Aria non c’è davvero, tra il nebbione vedo che il pozzo continua di lato sotto un mega deposito di fango che lo interrompe da una parte. Dall’altro lato del pozzo c’è una sala, ma per entrarci c’è un masso come un tavolino che fa da strettoia. Infilo un po’ la testa e m’accorgo che una cortina di roccia impedisce di vedere oltre la curva della sala. Non mi resta che scendere tra la nebbia sotto il deposito fangoso. “Struscia la corda?” “si” va ben allora arrampico. In fondo al pozzo c’è il solito miserabile cunicolo impossibile che se ne va (dalla parte opposta della sala). Aria ce n’è? Boh? Diciamo che nel cunicolo non c’è nebbia. Dall’altra parte un caos di blocchi fa supporre che sto sotto il pozzo di prima. Non resta che infilarmi nella sala. Ma dovrei togliermi l’imbraco e tentare la strettoia. Stavolta il Nozz me lo impedisce. Ora che serve. “Chesseimatta, chi ti viene a prendere laggiù?”. Perché, se scendevo senza imbraco, come risalivo da quaggiù? Però a occhio croce calcolo che non ci passo per la strettoia e tra l’altro tutta sta nebbia mi fa girare la testa come un vortice. Non mi resta che risalire, santomao che mi permette di non incastrarmi. Fuori i due sono diventati ghiaccioli, comincia pure e piovigginare, ce ne andiamo di corsa al bar. “Andiamo a Pofi” propone Luca. “A vedere il famoso vulcano?” “no, al museo paleontologico dove c’è Argil, l’uomo di Ceprano”. Come dice internet, dovrebbe essere aperto, detto fatto siamo davanti a suonare. Ci apre una. “E’ chiuso, ora però vedo se c’è il ragazzo” Dopo un po’ riesce “no, è proprio chiuso” “ma internet dice che è aperto” “Non è aggiornato”. La solita bufala che gira in internet, che in Italia i musei vattelapesca siano aperti, anche quello di Rignano Garganico, con l’uomo del Gargano famoso in tutta Europa, è chiuso.
Lo dovremmo aprire come con il buco della fiamma aspirata! Ma noi civili siamo, noi….non ci resta che mandare giù il rospo…...approposito….andiamo al pozzo del rospo domani???
Alla prossima!! Mg 4.2.2017
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