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CROAZIA CRES

4.9.2009 Eccoci finalmente a Stivan, il nostro paese preferito, silenzioso, antico, non illuminato. Dina ci affitta l'appartamento e, come prima cosa, facciamo il bagno nella baia sottostante.

5.9.2009 Oggi soffia una bella bora, prendiamo la palla al balzo per andare a sud, verso Losinj, più riparato e sotto vento, unito a Cres da un ponte levatoio, armati di una bella cartina dei sentieri ci dirigiamo a cercare la Vela Jama sul monte Televrin. Lasciamo la macchina a Pecine, percorriamo un tratto di strada asfaltata e poi, seguendo i segni, scavalchiamo il guardrail per raggiungere un sentiero che s'inerpica, dapprima tra artistici muretti a secco (gromace) e poi su ripida pietraia fino ad arrivare al passo Pocivalice (60 minuti). Lì una bella scritta ci indica il percorso, sempre ben segnato, verso la grotta. Dopo un'ora di saliscendi, tra pietraie e ombrosi boschetti mediterranei, come da indicazione, ecco una quinta di rocce da aggirare, bene, la grotta sarà senz'altro qua, in effetti una grotta c'è ma è solo un ingresso non tanto grande, non soffia, presenta una poco invitante strettoia piena di moscerini che disdegno attraversare. Ma quale "Vela" questa è "Mala" semmai. Allora il Nozzolone, spinto da ardore esplorativo incombente, decide di proseguire ancora per un quarto d'ora, lo seguo che la curiosità ha preso anche me, nonostante il caldo e lo scoramento. Niente da fare, ormai il sentiero sembra tirare dritto per il Televrin e la grotta non si vede, sarà quella che abbiamo visto? decidiamo di si e torniamo indietro non troppo delusi, il posto merita l'esplorazione, grotta o non grotta.

6.9.2009 Ancora bora. Niente paura, allora torniamo all'esplorazione di Losinj, visto che abbiano la carta dei sentieri, stavolta riposo, andiamo al mare ad Artatore, per sentiero di 20-30 minuti che ci fa trovare una serie di baiette incantevoli e soprattutto ombrose e riparate dal vento. Bagni a non finire e letture amene.

7.9.2009 Basta riposo, oggi si va a Tomozina, la baia che avevamo visto risalendo il monte Televrin. Arieccoci al sentiero che porta a Pocivalice ma un pò prima del valico troviamo il bivio ben segnato che porta in 60 minuti alla baia, seguendo un canalone boscoso. Il sentiero è assai piacevole tra muretti, ben tracciato, senza troppi sassi, quasi sempre sotto lecci, viburni, corbezzoli. La baia è incantevole, l'acqua fredda e cristallina, facciamo un pò di costa costa crociere tra le rocce per arrivare ad una caletta successiva, ancora più bella ma senza ombra di alberi, quella ancora dopo, invece, ha barche per cui torniamo sui nostri passi, ammirando nel frattempo fossili, fiori di limonium e cristalli di calcite. Passiamo la giornata a nuotare e leggere, l'acqua è troppo bella per non sfruttare appieno un regalo così prezioso.

8.9.2009 La bora non accenna a diminuire, anzi, oggi soffia ancora più forte, di farci bagni con sto vento non se ne parla proprio per cui accetto senz'altro la proposta del Nozzolone di cercare nuovamente la Vela Jama, stavolta partendo dall'altra parte, risalendo il Televrin da Osor. Con la macchina cerchiamo di avvicinarci il più possibile alla cima del monte, la lasciamo a 20 minuti dal rifugio e prendiamo tutti contenti il sentiero sempre ben segnato (con cuori!). Al rifugio facciamo una doverosa sosta, ottimo caffè, c'informiamo sulla grotta e ci confermano che effettivamente la Vela Jama è "Vela" grande, non poteva essere quella che avevamo visto. Però è di soli 15 metri, cioè uno stanzone mi pare di capire. Ci dicono dove prendere il sentiero e, da prassi, percorriamo la sterrata per la cima del monte, tralasciando, appunto, la traccia che, stavolta, non è indicata. Arrivati, frastornati dalla bora e dal sole implacabile, alla mega antenna, decidiamo di optare per l'altra grotta segnata, la "jama Sv.Gaudencija". La Jama, ben segnata, sta sotto il crinale, non è una grotta ma uno sgrotto tra sassi dove viveva gaudentemente il santo/a. Mi autoimmortalo in grotta, tutta incazzata col Nozzolone che disdegna non solo di farmi foto ma anche di fare da soggetto. Poco vicino all'antenna ecco il sentiero giusto, sta lì che ci invita e noi lo percorriamo a ritrovo per trovarci, con scenari stupefacenti, dapprima alla cima del Televrin e poi al famoso bivio per la Vela Jama. Però decidiamo di lasciarcela per la prossima volta, al rifugio ci aspetta la fagiolata e la simpatia dei gestori che parlano un dialetto misto tra il veneziano ed il triestino.

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