Alla ricerca di Ciavica di Lucino e della scomparsa per sempre Ciauca di Canale Martini

Antefatto:Finalmente sano (si fa per dire…) il Nozzolone se la sente. Anch’io me la sento…se è per questo…

L’epica impresa:
Di buon’ora (ora legale) eccoci al bar di Esperia dove incontriamo Clino e gli affidiamo il malloppo. Cos’è? La domanda per un finanziamento da parte dell’Ente Parco, che c’ha portato via ben una giornata di lavoro per lambiccamenti vari, ma peggio del peggio, per dover scrivere a penna, e chi è più capace? Bon, bando alle ciance ci sale verso Serra Capriola per un sentiero che all’inizio è sentiero, ma poi diventa il solito scapicollo in erta salita. Fortuna che Clino si ferma spesso a raccontarci antiche vicende esperiane e spiegarci questo e quello, così posso fotografare fiori a non finire, un insetto stecco e un cranio di lupo mannaro (scientifici, fotografare tutto e cercare i nomi relativi (..vedi foto…). Dove sta la Ciavica? “Ecco, vedete quella fila di lecci lassù? Sta sotto un leccio”. Ambè. Ci dividiamo a sondare tutti i lecci e finalmente la trovo. Clino conferma che è lei, prendiamo i punti, tiriamo il sasso e poi, visto che non ci siamo portati niente, decidiamo di cercare l’introvabile Ciauca di Canale Martini.
L’avete trovata voi? Ben, nemmeno noi, invece abbiamo ritrovato un ingresso non si sa di che, ma va giù a scivolo e se fossi Paolo c’entrerei senza dubbio alcuno.
Non la tiro lunga, ma abbiamo attraversato un bosco tagliato con tutti i rami ancora là, per non lasciar niente di intentato. Per chi fa palestra: avete presente quando arrivate e l’istruttore vi propina il “percorso”? che uno rimette via tutto nel borsone e torna a casa? Ecco io non torno mai a casa e noi abbiamo fatto il percorso tra i rami tagliati, se sotto c’era la Ciauca ci saremmo cascati dentro e addio fighi. Ma, purtroppo, non c’era. Manco la pizza da Carmina, per colmo dei colmi.
Bon, alla prossima!! Mg 26.3.2017
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